venerdì 16 novembre 2018

Missione: inventa città (Scrittori di classe)


Stavo lavorando tranquillamente nel mio ufficio, quando… bum! La porta si spalancò di colpo. Erano i miei nipoti Ben e Trappy, venuti a darmi una notizia stratopica.
Alcuni abitanti di Topazia, stanchi del degrado del loro quartiere, volevano provare a renderlo un posto migliore… e avevano avuto una fantastica idea: indire una grande gara, aperta a tutti i cittadini, per trovare nuove idee per rimettere a posto la zona.
Ben e Trappy ci tenevano tantissimo a partecipare e mi chiesero una zampa… come potevo dir loro di no?
Tanti altri nostri amici avevano raccolto la sfida, ma purtroppo c’era anche una roditrice che tramava qualcosa di losco: la perfida Madame No aveva messo gli occhi sul quartiere!
Per impedirle di raderlo al suolo e trasformarlo in un parcheggio, io, Ben, Trappy e tutti i nostri amici facemmo squadra… insieme siamo fortissimi!


Volete sapere che cosa ci inventammo? Tenetevi forte…la nostra avventura vi terrà incollati al testo!
Sulle pagine dell’Eco del Roditore pubblicammo un bando di concorso rivolto a tutte le scuole di Topazia, dal titolo “Come migliorare la qualità della vita nei quartieri della nostra città? Elabora un progetto volto a migliorare la qualità della vita dei cittadini nell’ambito urbano e a favorire il rispetto dei loro diritti anche attraverso l’uso delle tecnologie. Data di scadenza: 20 novembre 2018. La proposta migliore verrà presentata alla comunità al termine della “Marcia dei diritti” organizzata dagli alunni delle scuole primarie della città, in occasione della Giornata Mondiale di Diritti dell’Infanzia. Il progetto verrà finanziato attraverso il contributo raccolto con una campagna di “crowdfunding”.
Mia sorella Tea, che viaggia sempre per il mondo e conosce tutte le novità del mercato, ebbe questa fantastica idea. Una mattina venne da me al giornale ed aprendo di scatto la porta del mio ufficio esclamò: “Geronimo, l’unico modo per contrastare i perfidi piani di Madame No è il “crowdfunding”!”
“Il crow…che???” le chiesi incuriosito. “Mi meraviglio di te, fratello, crowdfunding è un termine inglese, che viene dall’unione delle parole crowd e funding!. Hai capito ora?”
“Veramente…ad essere sincero…NO! Potresti spiegarti meglio?”
A quel punto Tea tirò fuori dalla borsa il suo smartphone di ultimissima generazione e, dopo aver digitato velocemente qualcosa sulla tastiera, mi mise sotto al muso lo schermo del telefono, esclamando, con aria di sufficienza, “Quanto sei antico…Leggi!”
“Crowdfunding…Finanziamento collettivo, processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni.”
In un attimo afferrai il concetto “Ma è geniale!...chi potrebbe occuparsene? Io non credo di esserne capace.
“Potrei chiederlo alla mia amica Paulina” disse Tea, “ma è in Alaska per uno studio sulla robotica avanzata. Stanno provando a bloccare lo scioglimento dei ghiacci utilizzando dei sistemi informatici di ultima generazione! Che ne pensi di Ficcagenio Squitt?”
“Perfetto! Lo chiamo subito per cominciare ad occuparsi della parte tecnologica della raccolta”
Fu così che in breve tempo la mia scrivania fu sommersa dalle proposte inviate dalle scuole di Topazia. Immediatamente capii che da solo non avrei potuto farcela a leggere tutti quei progetti, così decisi di coinvolgere nella scelta anche i redattori degli altri giornali cittadini: Tenebrosa Tenebrax, Sally Rasmaussen e, naturalmente il più importante…PANZER, cioè Nonno Torquato Travolgiratti.
Dopo una settimana di lavoro intenso la commissione, così composta, venne da me sventolando un fascicoletto di colore giallo.
“Mio caro Geronimo, è stato complesso, ma ce l’ho fatta!” esordì Tenebrosa, approfittando dell’occasione per stamparmi un grosso bacio sulla fronte. “Sei sempre la solita…senza il mio contributo non avresti combinato nulla!” la aggredì Sally. Ne sarebbe nato sicuramente uno scontro ravvicinato di primo tipo, anzi di “prime tope”, se nonno Torquato non si fosse intromesso a zittirle entrambe. “Fate silenzio galline starnazzanti, ho fretta di andare. Il mio camper color formaggio è già pronto per il prossimo viaggio: sono stato troppo tempo chiuso con voi due. Ho bisogno di una vacanza!” Poi, rivolgendosi verso di me, aggiunse, allungandomi i fogli scritti con una grafia piccola, ma precisa: “Leggi a voce alta, Geronimo. Questo progetto è stratopico! Abbiamo pensato anche un modo sicuro per sistemare Madame No!”
“Questo è il nostro progetto per rendere migliore il nostro quartiere e trasformarlo in un posto allegro, divertente, goloso, tecnologico, ma pieno di verde. Vorremmo che le case fossero dipinte dei colori dell’arcobaleno, con pannelli solari per produrre energia pulita e robot mangia rifiuti, capaci di fare la raccolta differenziata dei diversi materiali e di riciclare immediatamente i materiali. Per le strade immaginiamo la circolazione di veicoli elettrici robotizzati a comando vocale, senza emissioni di scarico e completamente silenziose. Un grandissimo parcheggio sotterraneo multipiano accoglierà tutte le auto, in modo da eliminare il problema dei posti auto e restituire agli abitanti spazi aperti per muoversi a piedi.”
“Potremmo affidare a Madame No la gestione di parcheggi. Non credi mio caro?” gridò con voce stridula Tenebrosa, interrompendo la mia lettura. “Mi sembra una buona idea… ma gradirei poter terminare di leggere il progetto. Posso continuare?” “Naturalmente sì, mon amour!” rispose Tenebrosa lanciandomi uno suo sguardo languido, mentre Sally a stento tratteneva la sua risata sotto i baffi.
“I cittadini potranno, inoltre usufruire di piste ciclabili sicure, costeggiate da parchi e giardini nei quali sdraiarsi sotto gli alberi, prendere il sole, fare ginnastica, tenersi in allenamento facendo lunghe passeggiate, sorseggiare bibite fresche in estate e caldi punch d’inverno, riunirsi la domenica ed i giorni festivi per picnic all’aperto. Nel quartiere non potranno mancare: un “discoteatro”, per ballare, cantare ed assistere a spettacoli di ogni genere; una grande piramide a piani per le feste ed i compleanni, una ludodeca per piccini ed anziani, un cinema multisala, un centro benessere con piscina, idromassaggio, sauna e palestra ed un grande lunapark con distributori automatici di cioccolata allo stato liquido solido e gassoso (per i topi a dieta). Le scuole saranno organizzate con aule mobili, che si orientano in base al movimento del sole, in modo da avere sempre a disposizione la luce naturale ed avranno a disposizione un orto botanico,una biblioteca, un atelier creativo con notebook e stampante 3D, laboratori musicali e scientifici ed anche un piccola fattoria, dove sarà possibile allevare animali. Ogni angolo del quartiere sarà servito da wi-fi gratuito e postazioni informatiche saranno messe a disposizione della cittadinanza nei “free access point”
“Beh? Che te ne pare?” chiese il Panzer con aria fiera. “Direi che è davvero strepitoso! Non resta che inviare tutto a Ficcagenio: penserà lui a pubblicare il risultato sul web e a dare inizio alla campagna di crowdfunding. Per quanto riguarda Madame No, mi recherò personalmente da lei, con Ben e Trap, per proporle l’affare!”
Avevo appena terminato la frase quando Tenebrosa partì come un razzo per abbracciarmi: “Geronimo…sei proprio il mio tipo di topo al top!”
Quella lì non perde mai l’occasione per mettermi in imbarazzo…
 

Racconto ottenuto mescolando le parti migliori degli elaborati prodotti singolarmente o in gruppo dagli alunni della 3°A.

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