Dai rubinetti non scendeva più una goccia d’acqua, la cisterna si stava svuotando e persino la fonte vicina era secca! Squitt, perché, perché, perché capitano tutte a me?!
Per prima cosa io, mia sorella Tea e i miei nipotini Ben e Trappy abbiamo controllato le riserve d’acqua rimaste e ci siamo organizzati per prenderci cura degli animali e delle piante. Secondo Tea, però, quella improvvisa mancanza di acqua era strana, stranissima, anzi... c’era sotto un vero mistero! E così abbiamo cominciato a indagare e abbiamo scoperto che dietro c’era lo zampino della perfida Madame No!
Che cosa potevamo fare per rimettere le cose a posto?
Grazie alla sua abilità nel reperire notizie, venimmo a sapere da Ficcanaso Squitt che Madame No aveva ideato di prosciugare le fonti d’acqua per costruire un parco acquatico ed arricchirsi con i soldi ricavati dal pagamento del biglietto di ingresso.
Avete capito bene: la perfida imprenditrice, venuta a sapere delle lamentele di alcuni bagnanti, stanchi della spiaggia sabbiosa e del mare affollato ed infastiditi dalla salsedine e dal rumore delle palline contro i racchettoni, aveva trovato il modo per arricchirsi ancora di più, senza alcun rispetto per l’ambiente. Le era balenata così l'idea di costruire "un water park, in città, attorniato da spiagge bianche, acque cristalline e palme rinfrescanti, con piscine di acqua dolce e salata, torrenti veloci, vorticosi tornanti, cascate ripide, discese schiumose da affrontare su gonfiabili, gommoni ed imbarcazioni dalle forme improbabili fra spruzzi e risate.E ancora Una piscina a onde, vasche di idromassaggio, acqua da tutti i lati con effetto rafting…"
Così recitava il lungo spot pubblicitario che da un paio di giorni veniva trasmesso giorno e notte dalle tv locali e nazionali.
Madame No non aveva badato a spese per diffondere la notizia del suo nuovo business, ma soprattutto non aveva pensato minimamente al disastro ecologico che questa sua malsana idea avrebbe causato in brevissimo tempo.
Non c’era tempo da perdere, dovevamo impedire che le risorse acquifere venissero prosciugate e che animali e piante non subissero danni irreparabili a causa di tutto questo.
Che fare? Come far capire a Madame No che il nostro pianeta è quanto di più prezioso abbiamo?
Decisi di recarmi personalmente a casa dell'imprenditrice, facendomi accompagnare da Tea, Ben e Trappy, ma mia sorella, topa di mondo, mi suggerì di far venire anche Iena, che, con il suo fisico aitante e muscoloso, avrebbe potuto far colpo su Madame No.
La perfida ci accolse sghignazzando, con gli occhiali scuri a nascondere gli occhi, ma il suo atteggiamento cambiò immediatamente quando Iena mise piede nella stanza, mostrando i tatuaggi da capitano di lungo corso. Si tolse gli occhiali e cominciò ad amoreggiare con lo sguardo fisso verso quel topo massiccio come un armadio. Nel frattempo Tea cominciò ad esporre il nostro progetto
"Cara Madame No, riguardo alla sua nuova attività imprenditoriale, noi avremmo una proposta interessante da sottoporle: trasformare il parco acquatico in una riserva naturale, dove poter fare esperienze dirette con gli animali ed i loro habitat".
Come al solito, dalla bocca della perfida topa uscì un solo monosillabo, ma questa volta non si fu il classico "no!" Incantata dal fisico scultoreo di Iena, Madame No riusciva solo a dire "Si...si...si..."
Approfittando della situazione vantaggiosa continuai il discorso di Tea: "Sarebbe uno spazio fantastico per esplorare, imparare a muoversi sul territorio, giocare con quello che la natura mette a disposizione. Si potrebbe creare un giardino e coinvolgere i cittadini di Topazia in giornate o settimane a tema, creando giochi all'aria aperta".
A quel punto ci fu il colpo di grazia.
"Mia cara Madame, aggiunse Iena egregiamente istruito da Tea, che ne dice di un po' di orienteering? Potremmo tracciare percorsi basati su i suoni, sui colori, i movimenti, le sensazioni..."
"Si, si, si..." ripeteva la poverina mentre Iena proseguiva con il suo corteggiamento "camminare fra le ninfee ed ascoltare la musicalità dell’acqua, lo sciabordio delle onde, il rumoreggiare del mare in autunno, gli spruzzi, i tuffi da un trampolino".
"Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii. Che aspettiamo? dov'è il contratto da firmare?"
Fu così che riuscimmo a salvare le sorti della nostra Topazia ed a rimettere le cose a posto. Del resto non si dice che l'amore vince su tutto?
Racconto ottenuto mescolando le parti migliori degli elaborati prodotti singolarmente o in gruppo dagli alunni della 3°B.
Avete capito bene: la perfida imprenditrice, venuta a sapere delle lamentele di alcuni bagnanti, stanchi della spiaggia sabbiosa e del mare affollato ed infastiditi dalla salsedine e dal rumore delle palline contro i racchettoni, aveva trovato il modo per arricchirsi ancora di più, senza alcun rispetto per l’ambiente. Le era balenata così l'idea di costruire "un water park, in città, attorniato da spiagge bianche, acque cristalline e palme rinfrescanti, con piscine di acqua dolce e salata, torrenti veloci, vorticosi tornanti, cascate ripide, discese schiumose da affrontare su gonfiabili, gommoni ed imbarcazioni dalle forme improbabili fra spruzzi e risate.E ancora Una piscina a onde, vasche di idromassaggio, acqua da tutti i lati con effetto rafting…"
Così recitava il lungo spot pubblicitario che da un paio di giorni veniva trasmesso giorno e notte dalle tv locali e nazionali.
Madame No non aveva badato a spese per diffondere la notizia del suo nuovo business, ma soprattutto non aveva pensato minimamente al disastro ecologico che questa sua malsana idea avrebbe causato in brevissimo tempo.
Non c’era tempo da perdere, dovevamo impedire che le risorse acquifere venissero prosciugate e che animali e piante non subissero danni irreparabili a causa di tutto questo.
Che fare? Come far capire a Madame No che il nostro pianeta è quanto di più prezioso abbiamo?
Decisi di recarmi personalmente a casa dell'imprenditrice, facendomi accompagnare da Tea, Ben e Trappy, ma mia sorella, topa di mondo, mi suggerì di far venire anche Iena, che, con il suo fisico aitante e muscoloso, avrebbe potuto far colpo su Madame No.
La perfida ci accolse sghignazzando, con gli occhiali scuri a nascondere gli occhi, ma il suo atteggiamento cambiò immediatamente quando Iena mise piede nella stanza, mostrando i tatuaggi da capitano di lungo corso. Si tolse gli occhiali e cominciò ad amoreggiare con lo sguardo fisso verso quel topo massiccio come un armadio. Nel frattempo Tea cominciò ad esporre il nostro progetto
"Cara Madame No, riguardo alla sua nuova attività imprenditoriale, noi avremmo una proposta interessante da sottoporle: trasformare il parco acquatico in una riserva naturale, dove poter fare esperienze dirette con gli animali ed i loro habitat".
Come al solito, dalla bocca della perfida topa uscì un solo monosillabo, ma questa volta non si fu il classico "no!" Incantata dal fisico scultoreo di Iena, Madame No riusciva solo a dire "Si...si...si..."
Approfittando della situazione vantaggiosa continuai il discorso di Tea: "Sarebbe uno spazio fantastico per esplorare, imparare a muoversi sul territorio, giocare con quello che la natura mette a disposizione. Si potrebbe creare un giardino e coinvolgere i cittadini di Topazia in giornate o settimane a tema, creando giochi all'aria aperta".
A quel punto ci fu il colpo di grazia.
"Mia cara Madame, aggiunse Iena egregiamente istruito da Tea, che ne dice di un po' di orienteering? Potremmo tracciare percorsi basati su i suoni, sui colori, i movimenti, le sensazioni..."
"Si, si, si..." ripeteva la poverina mentre Iena proseguiva con il suo corteggiamento "camminare fra le ninfee ed ascoltare la musicalità dell’acqua, lo sciabordio delle onde, il rumoreggiare del mare in autunno, gli spruzzi, i tuffi da un trampolino".
"Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii. Che aspettiamo? dov'è il contratto da firmare?"
Fu così che riuscimmo a salvare le sorti della nostra Topazia ed a rimettere le cose a posto. Del resto non si dice che l'amore vince su tutto?
Racconto ottenuto mescolando le parti migliori degli elaborati prodotti singolarmente o in gruppo dagli alunni della 3°B.

Nessun commento:
Posta un commento
Grazie per averci dedicato un po' del tuo tempo